Il Dicastero per il Clero: «Eucaristia e lavanda dei piedi matrici dell’identità dei preti»

“Sacrificio” e “servizio” sono le due parole che il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, oggi 2 aprile, consegna a sacerdoti, diaconi e seminaristi in un messaggio in occasione del Giovedì Santo, come due caratteri distintivi ed essenziali della loro vocazione. Dall’amore che Gesù dimostra ai suoi discepoli chinandosi a lavare loro i piedi – evento che la Chiesa ricorda oggi, primo giorno del Triduo pasquale – “nasce la nostra vocazione ed è a questo amore che siamo continuamente chiamati a conformare tutta la nostra vita”, precisa l’arcivescovo-vescovo emerito di Daejeon. Nel Cenacolo, i ministri della Chiesa scoprono di non essere “definiti primariamente da ciò che facciamo, ma dall’infinito amore con cui Cristo ci ama”.

La logica del dono

Il “sacrificio”, spiega il porporato, non va inteso nel senso della “rinuncia”, ma “nella sua verità profonda”, ossia come “dono”. Gli “uomini consacrati” sono “donati”, chiamati ad offrire la propria vita “perché sia tutta orientata all’amore di Dio e dei fratelli”. Un’esistenza che trova la sua “fonte” e il suo “culmine” nell’Eucaristia: è l’altare il luogo dove i consacrati si lasciano “assimilare da Cristo, ricevendo la forza per accompagnare, perdonare, consolare”.

Questo amore, prosegue ancora il prefetto, si esprime poi, “concretamente” nel “servizio”. “Vivere in modo eucaristico – scrive il cardinale You Heung-sik – significa vivere nell’orizzonte del dono di sé, facendo della propria vita un’offerta per tutti. Solo così la nostra azione pastorale sarà pienamente evangelica e feconda”.

L’amore di Cristo nel Cenacolo a fondamento del sacerdozio

Lo scorso 26 giugno 2025 Papa Leone XIV, ricorda il porporato, nel suo Discorso ai partecipanti all’Incontro Internazionale Sacerdoti felici “Vi ho chiamato amici”, individuò proprio nell’”amicizia con Cristo” il “fondamento spirituale del ministero ordinato” e il Cenacolo come la “sorgente della nostra identità” a cui tornare sempre. Questa origine dall’amore di Cristo rende il sacerdozio non “un ruolo da svolgere, ma un dono da custodire con cuore grato e colmo di stupore, perché ogni sacerdote è uomo della Parola e dell’Eucaristia, plasmato ogni giorno da ciò che celebra”.

Il prefetto del Dicastero per il Clero invita poi sacerdoti, diaconi e seminaristi a non perdere il coraggio “davanti alle difficoltà del nostro tempo”, ad essere “sacerdoti dal cuore aperto”, “uomini di comunione”, “testimoni gioiosi del Vangelo”. Esorta poi ad essere “uniti come presbiteri” e “in comunione con i vescovi”.

Il cardinale You dedica infine un “pensiero speciale” ai “fratelli diaconi” che “nel servizio generoso e discreto rendono visibile la carità di Cristo Servo” e ai “carissimi seminaristi”, incoraggiandoli a non aver “paura di donare tutta la vostra vita al Signore”.

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