Le mura del carcere di Arghillà si aprono alla speranza attraverso la riscoperta di una biodiversità che parla di storia e di fede. Un gesto concreto, quello della piantumazione di un albero raro, che unisce la tutela ambientale al percorso di rieducazione dei detenuti, trasformando la cura della terra in un’opportunità di riscatto personale. L’iniziativa, che vede la sinergia tra istituzioni penitenziarie, mondo associativo e Chiesa locale, punta a restituire valore al tempo della pena attraverso simboli potenti come quello dell’olivo bianco, la Leucocarpa. Di seguito il racconto della giornata che ha visto la partecipazione dell’arcivescovo Fortunato Morrone e delle autorità civili. Una specie antica simbolo di purezza La Direzione degli Istituti Penitenziari “G. Panzera” di Reggio Calabria ha aderito al progetto “Un Olivo bianco della Madonna per ogni Chiesa”, iniziativa promossa da ArcheoClub d’Italia, Italia Nostra e WWF, in collaborazione con gli Uffici Diocesani. I1 progetto, che ha già coinvolto altre carceri calabresi, prevede la messa a dimora, lo studio e la rivalutazione dell’olivo bianco, ovvero Leucocarpa o Leucolea. Si tratta di una specie di olivo molto antica, originaria…
L’articolo Un olivo bianco nel carcere di Arghillà: il progetto di rinascita e legalità benedetto da monsignor Morrone proviene da Avvenire di Calabria.

