Religiose a confronto per un impegno a servizio del bene comune

Oltre un centinaio di religiose provenienti da più di 15 Paesi si sono riunite a Lusaka, in Zambia, dal 29 al 31 maggio, per un convegno organizzato da “Catholic Sisters Initiative” della Conrad N. Hilton Foundation. L’obiettivo: fornire opportunità per approfondire e condividere la comprensione e la pratica della sinodalità e promuovere un impatto strategico e prolungato a servizio del bene comune. “Incontrarsi è un’opportunità per creare nuovi legami e approfondire quelli esistenti, e così rafforzare la qualità e la sostenibilità dei nostri sforzi collettivi”, ha dichiarato suor Jane Wakahiu, responsabile del “Catholic Sisters Initiative”. Durante il congresso, le religiose si sono confrontate su come far emergere la voce di coloro che vivono in condizioni svantaggiate, sull’adozione di approcci basati sull’evidenza per far crescere le comunità religiose fiorenti e sulla trasformazione di pratiche culturali profondamente radicate a servizio di tutti.

Le religiose protagoniste della comunicazione nella Chiesa
Durante l’incontro sulla sinodalità – guidato da suor Mumbi Kigutha, presidente di Friends in Solidarity – la delegazione vaticana ha illustrato la missione e le responsabilità pastorali dei dicasteri di appartenenza, nonché l’impegno con le Chiese locali. La religiosa ha sottolineato l’incoraggiamento di Papa Francesco all’ascolto, alla collaborazione e alla comunione. Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, ha evidenziato l’importanza di lavorare insieme per dare visibilità all’opera delle suore cattoliche nel mondo. “Le suore comunicatrici dovrebbero essere protagoniste della comunicazione nella Chiesa, offrendo una prospettiva cristiana”, ha affermato. Ha aggiunto che dovrebbero essere aperte al racconto delle storie dal punto di vista redentivo, “creare un nuovo modo di comunicare che si concentri sul bene della società”. Il prefetto ha sottolineato la necessità che la comunicazione fluisca dalla base fino al Vaticano, proprio perché il Dicastero è al servizio della Chiesa locale. “Si tratta di collaborare e fare rete per il bene comune, nello spirito della sinodalità”, ha detto Ruffini illustrando il Progetto Pentecoste dello stesso Dicastero, sostenuto dalla Fondazione Hilton, come esempio di sinodalità nella costruzione di sinergie e collaborazioni con le suore cattoliche comunicatrici.

Il Progetto Pentecoste cerca di costruire infatti una rete globale di voci di religiose nei Media Vaticani. Ruffini sostiene che esso offre alle suore diverse opportunità: corsi di formazione online e webinar per affinare le competenze comunicative, stages presso la sede di Radio Vaticana – Vatican News. Sono esperienze che, secondo Ruffini, potrebbero portare a nuove possibilità di collaborazione. 13 suore di 12 Paesi hanno già svolto uno stage in dicastero e, attualmente, un gruppo di suore sta partecipando a un corso di 12 settimane via Zoom (da aprile a giugno), con l’obiettivo di apprendere una formazione di alto livello in modo interattivo.

La necessità di ascoltare e collaborare
Parlando di sinodalità, è intervenuta suor Carmen Ros Nortes, sotto-segretario del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica: “Il Dicastero può essere visto come un laboratorio dove si intrecciano le relazioni tra i vari carismi e ministeri – ha detto – e si può mostrare la bellezza della Chiesa”. Suor Nathalie Becquart, sotto-segretario della Segreteria del Sinodo, ha evidenziato la necessità di ascoltare e lavorare insieme, valorizzando le persone e il loro contributo al bene comune: “Le suore hanno un ruolo molto importante da svolgere nel processo sinodale, perché sono state coinvolte fin dall’inizio, e devono aiutare il popolo di Dio ad abbracciare lo stile sinodale, che è lo stile di Gesù”.

Le Chiese locali devono impegnarsi sul tema migrazioni
Il tema delle migrazioni è stato introdotto da suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. Ha spiegato che uno dei ruoli del Dicastero è quello di aiutare le Chiese locali a rimuovere gli ostacoli che costituiscono il terreno fertile per le migrazioni. “La migrazione forzata è una sfida su cui stiamo lavorando con i vescovi e le Chiese locali; stiamo chiedendo ai vescovi di lavorare con i loro governi per affrontare questo problema”, ha detto. Suor Smerilli ha anche sottolineato che, indipendentemente dal loro viaggio, i migranti appartengono ancora a una Chiesa e dovrebbero essere assistiti ovunque si trovino, e le Chiese locali dovrebbero accompagnarli con un’adeguata cura pastorale. Ha inoltre richiamato il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di quest’anno (“Dio cammina con il suo popolo”) e ha sottolineato che ogni persona è chiamata a riconoscere il volto di Dio in coloro che sono costretti a migrare.

Per saperne di più sul lavoro nascosto delle suore: #SisterProject.

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