La prolusione di Zuppi all’Assemblea generale della Cei: «La guerra genera ogni male, il nostro impegno è per la pace»

«La pace è il problema dei problemi». Le guerre che dominano gli scenari del mondo, «con il loro tragico seguito di morti, violenze, distruzioni, barbarie e profughi, fanno temere che la terza guerra mondiale a pezzi – come ripete da tanti anni Papa Francesco – possa diventare un’unica guerra». Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha aperto l’Assemblea generale straordinaria, in corso ad Assisi fino a giovedì, 16 novembre. Il pensiero è inevitabilmente rivolto al tragico contesto internazionale.

«Le armi non possono regolare i conflitti»
«Non è pessimismo, ma realismo e responsabilità, che portano a chiedere che il mondo si fermi sulla via della guerra!». L’auspicio del cardiale, seguito anche dall’appello: «Il mondo non accetti che sia solo l’uso delle armi a regolare i conflitti!». Zuppi, in particolare, si è rivolto ai «responsabili politici»: «Considerino qual è il prezzo di tanti conflitti, l’eredità avvelenata alle generazioni future e scelgano strumenti condivisi e sovranazionali di composizione di conflitti».

«Non c’è pace senza sicurezza e questa non può essere garantita solo dalle armi!», ancora il monito di Zuppi, secondo il quale «la pace è il problema dei problemi, perché la guerra genera ogni male e versa ovunque i suoi veleni di odio e violenza, che raggiungono tutti, pandemia di morte che minaccia il mondo».

«L’alternativa alla guerra è riprendere a trattare con buona volontà e rispetto dei vicendevoli diritti», la tesi del cardinale secondo il quale «Non bisogna smettere di credere che si può arrivare a comprendersi! Non è ingenuità, ma responsabilità!». Poi lo sguardo si è focalizzato sul conflitto in atto tra Israele e Hamas: «Le lacrime sono tutte uguali. Ogni uomo ucciso significa perdere il mondo intero».

«L’odio non può giustificare la violenza conto gli innocenti»
«L’odio non deve mai giustificare la violenza contro gli innocenti», ancora l’appello del porporato, che su Gaza ha fatto sue le parole di Papa Francesco: «Si lascino spazi per garantire gli aiuti umanitari e siano liberati subito gli ostaggi. Che nessuno abbandoni la possibilità di fermare le armi. Cessi il fuoco!».

«Non possiamo lasciare che la cultura della guerra, quella dell’odio, dell’ignoranza, del pregiudizio, si diffonda, favorita dal vuoto di pensieri, idee, cultura», il monito che accompagna la preoccupazione della Chiesa italiana per «il risorgere dell’antisemitismo»:

«Sappiano i nostri fratelli ebrei italiani che la Chiesa non solo è loro vicina, ma che considera ogni attacco a loro, anche verbale, come un colpo a sé stessa e un’espressione blasfema di odio. Non resteremo indifferenti! La fine dell’antisemitismo è un impegno educativo, religioso e civile della Chiesa italiana, che non sottovaluta i rigurgiti di odio e razzismo, per chiunque».

Il ruolo dei vescovi e il benvenuto al vescovo eletto di Oppido – Palmi, monsignor Alberti
Rivolgendosi in particolare ai vescovi, Zuppi ha sottolineato come sia «sempre una gioia profonda ritrovarsi insieme e poterlo fare in questa occasione nella Città di San Francesco e di Santa Chiara, accolti tutti dal saluto “Pace e Bene”. Anche noi insieme invocheremo il dono della pace, con l’insistenza della povera vedova (cfr. Lc 18,1-8) e facendo nostro il grido che, giorno e notte, sale a Dio da tante terre».

«La collegialità ha bisogno di tanta comunione. Se crescerà tra noi la comunione, sarà più facile rendere concreta quella sinodalità che, insieme al primato di Pietro, sostiene la nostra Madre Chiesa e ne rappresenta la circolarità di amore», ancora le parole del presidente della Cei.

In questa comunione, ha aggiunto, «accogliamo con gioia monsignor Giuseppe Alberti, vescovo eletto di Oppido Mamertina – Palmi, che sarà ordinato il prossimo 19 novembre, S.E.R. Mons. Michele Di Tolve, Vescovo ausiliare di Roma, S.E.R. Mons. Roberto Fornaciari, OSB Cam., Vescovo di Tempio – Ampurias».

Gli altri temi dell’Assemblea generale Cei: la tutela dei minori
«La tutela dei minori resta una delle nostre preoccupazioni principali», ha detto poi Zuppi riguardo ad uno temi principali dell’assise umbra. «La seconda Rilevazione sulle attività di tutela dei minori degli adulti vulnerabili nelle diocesi italiane, che verrà consegnata in questi giorni, conferma l’impegno continuo delle nostre Chiese nel consolidare ambienti più sicuri per i minori attraverso la formazione degli operatori pastorali».

Nei prossimi giorni – ha annunciato Zuppi – si terrà a Roma il Primo Incontro nazionale dei referenti territoriali dei Servizi, che si concluderà sabato 18 novembre con la Messa e la preghiera a San Pietro e l’udienza con il Papa in occasione della III Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi.

La “Ratio” dei Seminari
Altro tema portante del confronto episcopale, la “Ratio” dei Seminari. «In questa Assemblea Generale ci occuperemo della formazione dei futuri preti con l’esame della Ratio nazionale per i Seminari. Il nostro confronto non deve essere ripiegato sul solo presente, ma richiede la profondità di un futuro in cui lo Spirito certamente ci suggerirà e ci ispirerà le scelte migliori per l’intero popolo di Dio», ha detto il presidente della Cei

Parlando della figura del prete, ha ringraziato per quanto ogni giorno fanno i presbiteri italiani, invitando a guardare sempre avanti perché «la figura e il ministero del prete sono decisivi nella Chiesa di oggi e nella Chiesa del futuro. Il popolo cristiano lo sa e ci tiene ai suoi preti».

Le riforme e le priorità del Paese
«Per un’efficace riforma, che tocca meccanismi delicati del funzionamento della democrazia, è indispensabile creare un clima costituente, capace di coinvolgere quanto più possibile le varie componenti non solo politiche, com’è ovvio e come fu all’origine della Costituzione, ma anche culturali e sociali». Nella parte dell’introduzione dedicata alla politica, il presidente della Cei si è soffermato sul tema della riforma costituzionale.

«Siamo ancora lontani da questo e non posso che ripetere l’invito, perché la Costituzione sia di tutti e sia sentita da tutti», il monito di Zuppi: «Costituzione significa anche questo: statuire insieme. Bisogna riaffezionare gli italiani alla Repubblica, alla casa comune. Se i legami sociali si allentano, è invece necessario rafforzarli, sentendosi parte di un destino comune».

La Chiesa al servizio della gente
«La Chiesa in Italia è al servizio della gente», ha sottolineato Zuppi, citando la preparazione della 50ª Settimana sociale dei cattolici in Italia di Trieste, che si terrà dal 3 al 7 luglio 2024, sul tema: «Al cuore della Democrazia”. Tra le altre urgenze segnalate alla politica, la questione casa: «Nelle città turistiche si preferisce guadagnare trasformando gli appartamenti in B &B piuttosto che affittare a prezzi calmierati alle famiglie o a studenti fuori sede» alle prese con il caro mutui e il caro affitti. Sul versante immigrazione, per il cardinale «è necessaria un’Europa consapevole, responsabile e davvero unita e solidale, che non lasci l’Italia da sola».

«Nessun governo finora ha posto mano seriamente a dare la cittadinanza a chi cresce in Italia», l’appello. Non è mancato un riferimento al tema ambientale, con la Cop28 ormai alle porte e che “può rappresentare un punto di svolta fondamentale». Anche per l’Italia, dove «le questioni ambientali stanno mettendo in difficoltà diversi territori nel nostro Paese. Altro tema caldo «il ruolo cruciale del Mediterraneo, che è sempre stato culla di civiltà e oggi rischia di diventare un crocevia di interessi e di tensioni geopolitiche».

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