I luoghi della Gmg. Ecco le tappe dell’avventura a Lisbona

I luoghi della Gmg

Ciò che resta impresso nella memoria di chi partecipa a una Gmg sono due cose fondamentali: il «con chi» e il «dove». Sono le persone con cui si condivide l’avventura a rendere quell’esperienza qualcosa di unico. E poi i luoghi in cui quelle relazioni prendono forma rimangono come dei “post fissati” nella timeline esistenziale personale dei ragazzi. Per quello che l’organizzazione sta preparando a Lisbona, c’è da aspettarsi che anche per questa edizione sarà così. In queste settimane la città, da sempre centro urbano “oceanico”, colorato, aperto all’accoglienza, allegro e proteso verso l’orizzonte dove il sole la sera cala velocemente, sta subendo delle trasformazioni per permettere alle centinaia di migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo per la Gmg dall’1 al 6 agosto prossimi di vivere al meglio questo appuntamento. «La preoccupazione – sottolineano gli organizzatori – è prima di tutto permettere ai pellegrini di fare esperienza di Cristo durante quei giorni e questo avverrà sia attraverso la preparazione logistica che nella modalità di svolgimento della Gmg». A partire, ad esempio dalle catechesi, che vedranno i ragazzi impegnati per gruppi linguistici nelle mattine del 2, 3 e 4 agosto: si chiameranno «Incontri Rise up» (riprendendo il concetto di «alzarsi» che è al centro del tema della Gmg). Per quel che riguarda i luoghi della città che accoglieranno gli eventi principali, invece, non si tratta solo di allestirli con tutti i servizi necessari ma anche di dare loro nuovi nomi: in questo modo si può dire che la Gmg darà quasi una nuova “forma” alla città.

1. La collina dell’incontro

Nel parco Edoardo VII, a nord del centro storico si terranno tre momenti fondamentali: la Messa di apertura dell’1 agosto, l’accoglienza del Papa del 3 agosto e la Via Crucis del 4 agosto. Ecco perché per questo luogo, che si presenta come una spianata in salita che parte di fatto dalla grande piazza Marques de Pombal, proseguendo il lungo rettilineo di avenida da Libertade, è stato scelto il nome «Collina dell’incontro». È qui che i ragazzi di tutto il mondo s’incontreranno per la prima volta nella città che, come Roma, sorge su sette colli. Qui il 14 maggio 1982 Giovanni Paolo II incontrò proprio i giovani, tenendo un’omelia in cui li invitava a farsi carico del mondo. Un evento di cui si trova traccia negli archivi della RTP, la tv pubblica portoghese.

2. Il Campo della Grazia

Il terreno del parco del Tago, che si trova a nord del lungo ponte Vasco da Gama, invece, è già stato preparato per accogliere i ragazzi alla veglia, per la notte tra il 5 e il 6 agosto e per la Messa finale con il Papa. Per la Gmg questo luogo prenderà il nome di «Campo della Grazia», che si ispira alle parole di papa Francesco, il quale ha definito la Giornata «un evento di grazia».

3. Casa Italia

Gli italiani avranno un punto di riferimento prezioso a Lisbona durante la Gmg, un luogo dove ritrovarsi, fermarsi a riposare, pregare e ristorarsi. E magari svolgere qualche compito burocratico con l’aiuto del Servizio nazionale per la pastorale giovanile: sarà Casa Italia. Ormai una tradizione nelle Gmg, in questa edizione offrirà ancora più servizi e si troverà nella scuola delle Suore dorotee in rua Artilharia, non lontano dalla Collina dell’incontro.

4. Città della gioia

Quale gioia più grande di quella che si prova quando ci si riconcilia? O quando si sente di aver trovato un proprio posto nel mondo? Saranno queste le esperienze che i pellegrini della Gmg vivranno nella «Città della gioia», che sarà allestita nel parco Vasco da Gama, nei pressi del Monastero dei Geronimi, a Belém. Qui si troveranno insieme i 150 confessionali realizzati dai carcerati e gli stand della consueta Fiera delle vocazioni.

5. Festa degli italiani

Il ritrovo dei pellegrini tricolore è ormai parte della tradizione di ogni Gmg, sarà così anche a Lisbona. Per questa edizione l’appuntamento sarà al Passeio Marítimo de Algés, spianata in riva al Tago nei pressi di Belém, dove ogni anno si svolge il Festival NOS Alive.

 

Matteo Liut, Avvenire

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