La figura di Monsignor Giovanni Ferro continua a brillare nella memoria collettiva, non solo come pastore della Chiesa reggina, ma come testimone di un coraggio civile rimasto a lungo confinato nel silenzio. La recente piantumazione di un albero in suo onore presso il Giardino dei Giusti di Milano ha svelato un tassello fondamentale della sua biografia: il salvataggio di un giovane ebreo, Roberto Furcht, durante i mesi bui dell’occupazione nazista a Como. Questo riconoscimento si aggiunge al percorso di venerabilità e racconta la coerenza di un uomo che, prima di affrontare le sfide sociali della Calabria del dopoguerra e le tensioni dei Moti del 1970, aveva già messo a rischio la propria vita per la libertà altrui, senza mai rivendicarne il merito. Il coraggio silenzioso al Collegio Gallio di Como Un mese fa, al Monte Stella di Milano, nel Giardino dei Giusti dell’Umanità di tutto il mondo, è stato piantato un albero per monsignor Giovanni Ferro; una cerimonia sobria, come sobrio era l’uomo che ha voluto onorare: il venerabile arcivescovo di Reggio Calabria e Bova, scomparso il 18 aprile 1992,…
L’articolo Domani l’anniversario del pio transito dell’arcivescovo Ferro, Reggio ricorda il suo arcivescovo proviene da Avvenire di Calabria.

