L’evoluzione storica e teologica del Triduo pasquale rappresenta un percorso complesso che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo. Dalle antiche pratiche liturgiche della Chiesa di Gerusalemme, documentate nel IV secolo, fino alle riforme del Novecento attuate da Pio XII e Paolo VI, la celebrazione dei giorni santi ha assunto progressivamente la sua forma attuale. Questo periodo centrale dell’anno liturgico cattolico non si configura come una semplice preparazione temporale, ma come la celebrazione unitaria e coerente del mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo, vissuto dalla comunità credente in tre momenti inseparabili. Le origini del triduum sacrum Sebbene l’espressione Triduo pasquale, in senso liturgico, non sia attestata prima del XX secolo — comparendo in ambito teologico soprattutto grazie al cardinale Schuster negli anni Trenta e recepita ufficialmente soltanto con le Norme generali per l’anno liturgico e il calendario del 1969 — l’idea teologica che essa esprime è molto più antica. Già sant’Agostino parlava infatti del triduum sacrum nel quale Cristo «soffrì, fu sepolto e risuscitò», indicando l’unità salvifica degli eventi pasquali. Lo sviluppo liturgico a Gerusalemme e…
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