Il cammino verso la Pasqua giunge al suo snodo cruciale con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, un momento che segna il passaggio definitivo dalla predicazione itinerante alla consegna totale di sé. La liturgia della Domenica delle Palme non rappresenta soltanto una rievocazione storica di rami d’ulivo e mantelli stesi sulla strada, ma pone il credente di fronte alla fragilità del cuore umano, capace di passare in pochi giorni dall’esultanza dell’Osanna al silenzio del distacco. Attraverso il racconto della Passione, l’itinerario spirituale si snoda tra i luoghi fisici e interiori del Cenacolo, del Getsemani e del Golgota, invitando a una partecipazione che non sia semplice assistenza esteriore, ma presenza consapevole e fedele. In questo orizzonte, la pietra del sepolcro non è il sigillo di una sconfitta, ma il luogo in cui matura silenziosamente la novità della risurrezione, chiamando ogni persona a una responsabilità quotidiana fondata sulla speranza e sul perdono. Il significato dell’ingresso a Gerusalemme e la scelta del dono Dopo il deserto, il monte, il pozzo, la luce, la tomba… il cammino approda alla Città. In Terra Santa lo si…
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