La paternità spirituale: il ruolo del parroco tra ascolto e visite alle famiglie

La riflessione sul ruolo del sacerdote all’interno della comunità parrocchiale pone al centro il tema della paternità spirituale. Attraverso il racconto di un’esperienza pastorale ultratrentennale, maturata prima nella parrocchia reggina di San Paolo e poi in quella di Santa Maria d’Itria, emerge un’analisi dettagliata di questo mandato. Dalla responsabilità della cura richiamata da Papa Francesco, all’amministrazione dei sacramenti, fino all’importanza delle visite alle famiglie e del ministero dell’ascolto, la figura del parroco viene descritta nelle sue mansioni quotidiane, trovando nella figura di san Giuseppe un modello di riferimento. Il parroco come immagine della paternità di DioTra i compiti principali che vengono affidati dalla Chiesa a ogni prete, in particolare a quelli “in cura d’anime”, che noi chiamiamo comunemente “parroco” c’è quello della paternità spirituale, o meglio, di essere immagine dell’unica grande paternità, quella di Dio. Infattiè Gesù stesso che ci ha insegnato a rivolgerci a Dio chiamandolo “Padre”, termine questo che non dice solo un titolo o un attributo, ma un’identità e una missione. Sono parroco da oltre trent’anni, prima, per ben ventisette nella parrocchia San Paolo, poi, negli ultimi…

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CHIESA IN CALABRIA

Reggio Calabria, storia della devozione alla Madonna della Consolazione: quando il duca di Nocera prese sotto la sua ala i frati riformati

Ai Overview: Nel maggio del 1532, i frati calabresi che avevano abbracciato la riforma cappuccina riuscirono a celebrare il loro primo capitolo provinciale a Filogaso, segnando la nascita della prima provincia dell’ordine. Questo traguardo istituzionale fu raggiunto dopo un lungo periodo di tensioni, accuse formali e allontanamenti dai conventi originari a causa della netta opposizione dei superiori dell’Osservanza, culminata in un Breve di papa Clemente VII nel 1529 che intimava il rientro. Decisivo per le sorti dei religiosi riformati, guidati da padre Ludovico Comi e padre Bernardino Molizzi, fu l’intervento politico e logistico di don Ferrante Carafa, duca di Nocera. Il nobile offrì loro protezione e favorì una disputa diretta con i vertici osservanti a San Martino della Piana, permettendo infine alla neonata comunità di organizzare la vestizione dei nuovi abiti e di eleggere formalmente il primo vicario provinciale. L’opposizione dell’Osservanza e l’intervento di Ferrante Carafa Perseguitati, privati dei conventi e costretti a rifugiarsi tra i monti per sfuggire alle spedizioni punitive dei superiori dell’Osservanza. Eppure, nel maggio del 1532, quei frati calabresi che avevano abbracciato la riforma cappuccina riuscirono…

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