Santo Stefano in Aspromonte: il calvario dopo il sisma e l’opera di don Zoccali

La ricostruzione delle vicende storiche che hanno interessato l’area aspromontana all’inizio del Ventesimo secolo offre uno spaccato significativo sulle condizioni di vita delle popolazioni locali, costrette a misurarsi con una serie di calamità naturali devastanti. L’analisi dei documenti d’epoca permette di delineare le fasi critiche seguite al terremoto del 1908 nel territorio di Santo Stefano, dove la distruzione del tessuto urbano e dei luoghi di culto si sommò a preesistenti fragilità strutturali. Il racconto che segue ripercorre, attraverso le figure dei parroci e le cronache del tempo, il difficile cammino di una comunità impegnata a sopravvivere tra macerie, ritardi burocratici e tensioni sociali, in un periodo storico ulteriormente complicato dallo scoppio del primo conflitto mondiale e dall’emergenza sanitaria della Spagnola. Una sequenza di eventi sismici Gli anni successivi al terremoto del 1894 furono caratterizzati da una lenta ripresa tesa a ripristinare gli immobili danneggiati mentre le famiglie rimaste senza casa vennero alloggiate nei baraccamenti realizzati sui terreni ai margini dell’abitato. Nella chiesa parrocchiale si risarcirono le lesioni e lentamente essa riprese la sua funzionalità tra gli ultimi anni dell’Ottocento e…

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