Natale a Betlemme, Pizzaballa: «La pace si realizza solo incontrando cuori disponibili»

Pizzaballa

Una chiesa affollata, più di un centinaio tra sacerdoti e vescovi concelebranti, decine di persone in piedi: Betlemme ha riunito un numero molto elevato di fedeli, come non si vedeva dall’inizio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023. Gaza è stata del resto al centro dei pensieri del cardinale Pizzaballa che, nella sua omelia, nella Messa presieduta nella notte di Natale nella Basilica della Natività di Betlemme, ha ricordato le devastazioni viste con i propri occhi nei giorni scorsi, durante la visita alla parrocchia della Sacra Famiglia di padre Gabriel Romanelli, dove sono ancora rifugiate 400 persone in attesa della ricostruzione della zona. E di ricostruzione ha parlato anche il Patriarca latino di Gerusalemme nella sua omelia: “La sofferenza è ancora presente a Gaza”, ha testimoniato. “Le famiglie vivono in mezzo alle macerie. Il futuro è ancora fragile e incerto. Le ferite sono profonde”. Tuttavia, ha affermato con forza il porporato sottolineando la resilienza dei gazawi, queste situazioni difficili “non sono il frutto del destino, ma di scelte politiche, di responsabilità umane, di decisioni che spesso mettono gli interessi di pochi davanti a quelli di tutti”.

Gesù, luce che vince le tenebre

I due anni di guerra hanno profondamente segnato la vita dei palestinesi, in particolare dei più vulnerabili. Le condizioni di molte famiglie si sono deteriorate durante il conflitto: posti di lavoro persi, assenza di pellegrinaggi, insicurezza permanente, mobilità limitata, controlli militari rafforzati. Molti si sentono prigionieri nella propria terra. Eppure “il Natale ci invita a guardare oltre le logiche della dominazione, per riscoprire la forza dell’amore, della solidarietà e della giustizia”, ha sottolineato il Patriarca latino. Anche Giuseppe e Maria erano vulnerabili, inseriti in una storia che non controllavano, dando vita a un progetto che non era il loro. Gesù nasce “nella notte dell’umanità”, “nell’incertezza e nella paura”. Egli è quella luce che contrasta il potere dominante, una luce che vince le tenebre.

Accogliere la pace nel proprio cuore

Il desiderio di pace di Betlemme si è percepito per tutta la giornata in piazza della Mangiatoia. I betlemiti erano gioiosi, felici di poter finalmente celebrare il Natale sfilando per le strade, cantando e danzando al ritmo dei tamburi e delle fanfare durante la lunga processione che ha accompagnato il cardinale Pizzaballa nelle vie della Città Vecchia. La gioia incontrata dal Patriarca lungo il suo cammino, mentre salutava quasi ad una a una le persone radunate attorno a lui, si è trasformata in un appello alla responsabilità nella sua omelia: “La pace diventa reale solo se trova cuori disponibili ad accoglierla e mani pronte a proteggerla”, ha affermato. La Terra Santa è un crocevia di popoli e di fedi — lo testimonia la moschea che affianca la Basilica della Natività —, nonché teatro di tensioni e conflitti che chiamano in causa “la responsabilità dei leader locali, della comunità internazionale, ma anche, cominciando da me, delle autorità religiose e morali”. E il cardinale Pizzaballa ha rimarcato: “Ogni gesto di riconciliazione, ogni parola che non alimenta l’odio, ogni scelta che mette al centro la dignità dell’altro diventa un luogo in cui la pace di Dio prende carne”. Così la luce di Betlemme passa “di cuore in cuore”, “attraverso gesti semplici, parole riconciliatrici, grazie a uomini e donne che lasciano incarnare il Vangelo nella loro vita”.

Betlemme in festa

Fin dal primo pomeriggio, dopo l’arrivo del Patriarca e le parole rivolte alla folla per ringraziarla e salutare il ritorno della gioia natalizia dopo due anni di celebrazioni ridotte al minimo, il luogo santo si è vestito a festa: le strade si sono illuminate al calare della sera, giochi di luce sono stati proiettati sulle mura della Basilica, il grande albero innalzato in piazza della Mangiatoia si è acceso, ospitando sotto i suoi rami un grande presepe. Venditori ambulanti hanno proposto ai passanti specialità culinarie locali e vin brulé. Un vero e proprio mercatino di Natale ha preso forma, accogliendo tra i suoi banchi famiglie e bambini, cristiani e musulmani. Nella notte di Natale, la pace ha pervaso Betlemme.

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