Leone XIV nella “Moschea blu” di Istanbul, visita in spirito di raccoglimento e ascolto

Il Papa alla moschea blu
Il Papa ha visitato questa mattina la moschea Sultan Ahmed, tra i luoghi più simbolici di Istanbul. Una visita di circa quindici minuti, vissuta “con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera”. Ad accompagnare il Pontefice, il ministro della Cultura e del Turismo, Ersoy, il mufti di Istanbul, Tuncel, e l’imam Fatih Kaya. Nella chiesa siriaca di Mor Eprhem, l’incontro coi leader cristiani: la divisione è un ostacolo alla testimonianza

Scalzo, con le mani lungo i fianchi e il capo rivolto verso l’alto guardando alle 21.043 piastrelle di ceramica turchese. Così Papa Leone XIV ha fatto il suo ingresso, questa mattina, intorno alle 9.10, nella Moschea Sultan Ahmed di Istanbul. È la cosiddetta “Moschea Blu”, tra i monumenti più simbolici e suggestivi della metropoli turca, già visitata da Benedetto XVI nel 2006 e Francesco nel 2014 (era lo stesso giorno di oggi, 29 novembre).

Tra le volte maiolicate della “Moschea Blu”, nei giochi di luce creati dalle 260 finestre, solo il gracchiare di una cornacchia ha rotto il silenzio che ha permeato i circa quindici minuti della visita. Una visita che –riferisce la Sala Stampa della Santa Sede sul suo canale Telegram – Papa Leone XIV ha vissuto “in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera”.

“Soddisfatto dell’atmosfera”

“Ha detto che voleva vedere di più, che voleva sentire l’atmosfera della Moschea e mi è sembrato molto soddisfatto”, ha spiegato ai giornalisti presenti all’evento, il muezzin Aşkın Musa Tunca che ha accompagnato il Pontefice nella visita in questa che definisce “la casa di Allah”, sin dal suo arrivo al cortile, quando il sole si era già elevato sopra i sei minareti. Una particolarità di Sultan Ahmed (di solito nelle moschee sono quattro), superata in questo solo dalla moschea della Ka’ba, a La Mecca, che ne ha sette.

Tra le volte della moschea

A fianco al Papa in questa tappa iniziale della sua terza giornata in Türkiye – che proseguirà con la visita al Fanar dal patriarca Bartolomeo e si concluderà con la Messa nella Wolkswagen Arena – c’erano inoltre il ministro della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy; il mufti provinciale di Istanbul, Emrullah Tuncel; l’imam di Sultan Ahmed, Kurra Hafız Fatih Kaya. Con loro Leone ha camminato verso la sala della preghiera, tra parole sussurrate e due gatti (due delle migliaia che circolano per Istanbul) che gironzolavano sulla moquette rossa. Nel seguito papale anche i cardinali Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei cristiani, e George Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso. Tutti si sono soffermati a lungo dinanzi al pulpito del muḥazīn, con Tunca che spiegava architettura e funzione di questo spazio della moschea in cui i fedeli vengono richiamati alla preghiera. Il Papa è poi passato davanti alla “Mihrab”, la nicchia di marmo che indica la direzione della Mecca, dove è contenuta pure una Sura – la numero 19 – che fa riferimento alla Vergine Maria. Ha proseguito il suo giro, guardando diverse volte verso la cupola e il soffitto di oltre 23 metri.

Incontro privato con capi di chiese e comunità cristiane

Una foto di gruppo ha concluso la visita. Il Papa poco prima delle 9.25 è uscito dalla Moschea Blu per dirigersi in auto verso la Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, situata a Yeşilköy, nella parte europea di Istanbul per l’incontro privato con i capi e i rappresentanti delle Chiese e comunità cristiane, alcuni dei quali presenti ieri a Iznik alla cerimonia commemorativa dei 1700 anni del Concilio di Nicea.

Leggi altro

CHIESA IN CALABRIA

Reggio Calabria, storia della devozione alla Madonna della Consolazione: presenza discreta e protezione costante, così Maria è diventata «avvocata del popolo reggino e decoro dei frati minori»

Ai Overview: La devozione dei frati minori verso la Vergine Maria rappresenta un elemento centrale nella storia dell’ordine, caratterizzato da una rigida disciplina spirituale e fisica. Nel corso dell’anno liturgico, i religiosi seguivano sette periodi di quaresima segnati da forti restrizioni alimentari, con l’obiettivo di raggiungere una dimensione puramente contemplativa. A Reggio Calabria, l’Eremo dei cappuccini è divenuto il fulcro di questo culto mariano. Superando espropri e difficoltà storiche, i frati hanno consolidato un profondo legame con la comunità locale, culminato nel 1928 con la proclamazione ufficiale della Madonna della Consolazione a Patrona della Provincia cappuccina e avvocata del popolo reggino. La disciplina dei frati minori e la devozione mariana Il profondo legame spirituale con Maria è, senza dubbio, uno degli aspetti che colpisce con maggiore emozione durante la lettura delle biografie dei frati minori che raccontano come la Vergine sia diventata fonte di ispirazione e modello che ha accompagnato il loro percorso attraverso una presenza discreta e una protezione costante. Eppure, desta sempre meraviglia il racconto delle loro preghiere che si esprimevano anche con il linguaggio del corpo sino…

L’articolo Reggio Calabria, storia della devozione alla Madonna della Consolazione: presenza discreta e protezione costante, così Maria è diventata «avvocata del popolo reggino e decoro dei frati minori» proviene da Avvenire di Calabria.

Mileto - Nicotera - Tropea

Incontro di formazione del clero

Il 21 e 22 settembre 2026, la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea propone un importante incontro di formazione “Testimoni di vita, per una Chiesa più vicina”. Due giorni di ascolto e prossimità. Due giornate dedicate all’ascolto delle testimonianze di persone che hanno vissuto situazioni di fragilità: il carcere, il lutto, la dipendenza, la disabilità. Voci che raccontano ferite reali, ma anche percorsi di rinascita, e che ci … Continue reading »