Parolin: «tutelare la dignità dei minori nell’era dell’IA tra le sfide più grandi dell’umanità»

«Siamo sull’orlo di una nuova era o gli esseri umani, prima o poi, causeranno la loro stessa estinzione attraverso l’introduzione di forme di vita artificiali? Degenereremo in semplici simulazioni che non riconoscono più la dignità umana?». È un quesito cruciale e al contempo un monito allarmante, come pure una spinta alla riflessione, la domanda che il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, pone ai partecipanti alla conferenza internazionale The Dignity of Children and Adolescents in the Age of Artificial Intelligence. Un appuntamento, organizzato da Telefono Azzurro e Foundation Child for Study and Research into Childhood and Adolescence, che si svolge oggi, 12 novembre, al Palazzo della Cancelleria e che vede riunite autorevoli voci del mondo accademico, delle istituzioni, della scienza e della tecnologia per esplorare le implicazioni etiche, legali, sociali e antropologiche dell’IA.

Questioni esistenziali e morali

Un tema importante – scrive il cardinale in un messaggio – soprattutto perché legato alla questione della protezione e dignità dei bambini: «Una delle sfide più grandi che l’umanità deve affrontare oggi e in futuro». Il porporato guarda alle «opportunità» offerte da scienza e tecnologia che inevitabilmente conducono ad una crescita della libertà umana e della responsabilità. A questi rapidi progressi, specie nel campo dell’Intelligenza Artificiale, seguono «questioni esistenziali e morali su una scala raramente vista prima».

Un progresso umano e spirituale

Per questo Parolin incoraggia a «valutare le opportunità e i rischi dell’era digitale a beneficio degli esseri umani, della comunità umana e del creato nel suo insieme», scrive il segretario di Stato. «È utile anche per trarre conclusioni appropriate per azioni concrete, ad esempio in materia di politica, legislazione, istruzione e progettazione di servizi sociali di sostegno».

Tutto ciò «può avvenire solo attraverso sforzi interdisciplinari e multiculturali, se vogliamo rendere giustizia alla complessità della questione e alla diversità delle realtà umane», afferma Parolin. E conclude citando le parole di Papa Francesco in occasione del Congresso mondiale sulla Dignità dei bambini nel mondo digitale tenutosi presso la Pontificia Università Gregoriana nel 2017: «La libertà umana è capace di limitare la tecnica, di riorientarla e di metterla al servizio di un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale».

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