Celebrato il Giubileo delle confraternite a Paola: «Lievito di unità e speranza»

È stata una giornata di riflessione e preghiera, una vera festa della fratellanza. Nell’anno giubilare si è meditato sul tema della speranza e sul ruolo delle confraternite nella società del terzo  millennio. Il tema scelto – «Le confraternite lievito di speranza nella Chiesa e nella società di oggi» – ha consentito, attraverso gli interventi di padre Pasquale Triulcio e di Mimmo Nunnari, di approfondire la storia e l’attualità del movimento confraternale come strumento di trasmissione della fede.

Papa Francesco prima e Papa Leone oggi riconoscono alle confraternite l’importante ruolo di custodi della pietà popolare, una tradizione che va oltre i riti, capace di diventare forza evangelizzatrice. Antiche nelle origini ma vive nel presente, le confraternite devono riscoprire i carismi fondativi e rielaborarli alla luce delle esigenze della società contemporanea, con linguaggio «gentile» e gesti concreti di testimonianza evangelica.

La giornata ha visto una partecipazione straordinaria: settanta confraternite e 944 tra consorelle e confratelli. La più numerosa è stata l’Immacolata di Porelli di Bagnara Calabra, mentre la diocesi più rappresentata quella di Mileto-Nicotera-Tropea. Dopo l’accoglienza e il cammino giubilare, il convegno si è aperto con i saluti istituzionali e l’intervento di don Vincenzo Schiavello, delegato della Conferenza Episcopale Calabra, che ha invitato a essere «lievito del Vangelo nella società», ricordando che il lievito è un organismo vivo che va custodito e nutrito, così come la fraternità cristiana.

Il dottor Rino Bisignano, presidente della Confederazione delle Confraternite, ha sottolineato che «l’incontro è il cuore del Vangelo», luogo dove la fede diventa relazione e la carità prende volto. Le confraternite – ha spiegato – non sono solo custodi di riti, ma spazi di fraternità viva, capaci di costruire comunità e prossimità. Ha ricordato il suo legame con San Francesco di Paola e la nascita, lo scorso novembre, di una nuova confraternita a Roma dedicata al Santo e alla Madonna del Miracolo.

Nel suo intervento, Bisignano ha richiamato la canonizzazione di San Pier Giorgio Frassati e San Carlo Acutis, due giovani diversi ma uniti dall’amore per Cristo e i fratelli, modelli di una santità quotidiana. Ha inoltre ricordato l’appello di Papa Leone XIV a pregare il Rosario per la pace nel mondo, sottolineando che i santuari restano «cliniche dello spirito», luoghi di guarigione e orientamento.

Padre Pasquale Triulcio, direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria-Bova, ha illustrato il suo intervento dal titolo «Vasto è il campo nel quale dovete lavorare», richiamando le parole di Benedetto XVI alle confraternite nel 2007. Ha ricordato come, fin dal Medioevo, esse operino in questo vasto campo, con radici che affondano nelle antiche associazioni cristiane di assistenza ai poveri e ai pellegrini. Ha poi ripercorso la partecipazione della Chiesa di Calabria ai Giubilei, in particolare quello del 1900 indetto da Leone XIII, testimoniato da migliaia di pellegrini reggini giunti a Roma.

Mimmo Nunnari, giornalista e scrittore, ha evidenziato come le confraternite, in un tempo segnato da incertezze e solitudini, possano offrire un contributo prezioso. Le ha definite «casa e scuola di vita cristiana», luoghi in cui si custodiscono tradizioni e si trasmettono esperienze di fede e di vita. Sono comunità dove ci si sente accolti e riconosciuti, spazi capaci di ricostruire relazioni autentiche, lontano dalla confusione e dalla frammentazione della società moderna.

Nel pomeriggio, dopo la pausa e le confessioni, si è svolto il cammino confraternale e la Santa Messa presieduta da monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido-Palmi e delegato C.E.C. per il Laicato, che ha espresso apprezzamento per la vitalità delle confraternite calabresi.

Da Paola è partita una nuova narrazione del movimento confraternale, che apre a ulteriori momenti di confronto e crescita. È maturata la consapevolezza di «esserci» e di quanto la Chiesa, nel suo cammino di nuova evangelizzazione, abbia bisogno della loro presenza viva e operosa.

di Antonio Latella

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