Il 12 settembre 2025, nella Casa Divina Provvidenza a Cosenza, si è svolto il primo incontro programmatico dell’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) e del Cism (Conferenza dei superiori maggiori) regionale della vita consacrata in Calabria per l’anno 2025/26, alla presenza del vescovo di San Marco Argentano, monsignor Stefano Rega, incaricato della vita consacrata all’interno della Conferenza episcopale calabra.
Nel comunicato conclusivo sui lavori, suor Giustina Valicenti, presidente Usmi della Calabria, ha ricordato: «Abbiamo guardato a ciò che è stato già realizzato in questo anno e in quelli passati ed il “non ancora” che ci attende».
Per le consacrate, ha proseguito, «è chiaro che si apre davanti a noi uno scenario differente, con una nuova attesa da parte del mondo circostante». La domanda che ha guidato la riflessione è stata: «Come porsi di fronte al nuovo, con rimpianti per un passato che non c’è più o con speranza per ciò che verrà?». L’invito condiviso è stato chiaro: «Iniziamo allora con occhi attenti e cuore aperto!».
Il cammino è proseguito il 20 settembre con il secondo incontro programmatico indetto dall’Usmi regionale con le delegate diocesane e le consigliere regionali dell’Usmi di Calabria.
Le religiose si sono ritrovate ancora una volta in una splendida giornata di settembre, accolte nell’antico convento delle monache Cappuccinelle, oggi ridente Casa Divina Provvidenza delle suore guanelliane, che ospita tanti piccoli in cerca di sorrisi e futuro.
Le partecipanti, come sottolineato nel resoconto, «sono arrivate sorridenti e con aneliti di apertura allo Spirito. Hanno attraversato la Calabria, chi proveniente dal Sud, da Reggio, chi dal nord, da Rossano, da Lungro, dall’alto in basso, insomma, ma tutte qui per confrontarsi sul servizio da dare alla vita consacrata in Calabria».
Dopo un tempo di ascolto e condivisione, seguito dal lavoro nei gruppi, suor Giustina ha concluso: «Abbiamo scelto di impegnarci tutte ad aiutare le comunità, a noi affidate, nel continuare a vivere la sinodalità con una qualificata vita fraterna in comunità».
E ancora: «Continueremo a meditare sulle radici bibliche della nostra chiamata e ad aprire gli occhi e il cuore, per meglio capire quale sarà il futuro della vita consacrata. Ci siamo dette di voler prepararci ad abitare e contribuire positivamente alla trasformazione che avanza nella vita consacrata. Vogliamo sì offrire il nostro contributo di esperienza ma non costruire barricate con quei mattoni, facilmente sgretolabili, del “prima era così”». Da qui nasce l’impegno conclusivo: «Vogliamo diventare cercatrici del nuovo che sarà più bello, perché più rispondente ai segni dei tempi e ai piani di Dio».

