Hanno nello zaino il sacco a pelo e gli effetti personali. In mano, lo smartphone per scattare foto e postarle. Nel cuore, invece, portano la voglia di rimettersi in gioco, oltrepassare i limiti della propria comfort zone, rigettare i luoghi comuni che spesso ingiustamente li sminuiscono e il desiderio di compiere un sacrificio. Un sacrificio non inteso come semplice sforzo o rinuncia, ma – fedelmente all’etimologia del termine – come atto di rendere sacro ogni istante del cammino intrapreso. Sono i giovani e giovanissimi tra i 12 e i 16 anni partiti la sera del 24 aprile in pullman da…
Leggi tutto
Redazione
